Lo chef Alex Atala raccontato nella seconda stagione di Chef’s Table su Netflix

cuoco brasiliano alex atala

Se non conoscete Alex Atala, il cuoco più famoso del Brasile, colui che ha rivoluzionato la cucina brasiliana, allora non perdetevi la seconda stagione di Chef’s Table, che ha debuttato la settimana scorsa su Netflix. In realtà, il mio consiglio è quello di guardarvi questa splendida serie anche se già sapete chi è Alex Atala.

Alex Atala è chef e proprietario del ristorante D.O.M., a São Paulo – 2 stelle Michelin e 9° miglior ristorante del mondo secondo la classifica inglese 50th Best Restaurants – ed è il protagonista del secondo episodio della stagione 2016 di Chef’s Table, la serie di documentari dedicati ai grandi chef del mondo prodotta da David Gelb.

L’episodio traccia un profilo del 47enne paulistano che quando era un adolescente punk rocker è andato in Belgio a fare l’imbianchino e quasi per caso si è ritrovato a fare il cuoco in Francia e in Italia, a Milano per l’esattezza. Anni dopo, al suo ritorno in Brasile, ha lavorato in ristoranti importanti di São Paulo fino ad affermarsi come un giovane chef di talento.

Nel 1999, anno di apertura del D.O.M., la svolta. Nel giro di qualche anno il ristorante ha ottenuto premi e riconoscimenti internazionali e dal 2006  è stabilmente nella classifica dei 50 migliori ristoranti del mondo stilata dalla rivista inglese Restaurant; nel 2012 raggiunse il 4° posto, mentre nel 2015 era al 9°. Vediamo come si piazzerà nel 2016, la premiazione sarà a giugno.

piatto formica amazzonia alex atala

Alex Atala però non è solo uno chef, ma è il simbolo della rivoluzione della cucina brasiliana. Atala è colui che per primo e meglio ha trasformato gli ingredienti e i piatti della cucina popolare verdeoro in alta gastronomia. Fino agli anni 90, l’alta gastronomia in Brasile era dominata dai ristoranti francesi e italiani, sinonimo di lusso e sofisticazione, e frequentati dall’elite del paese. Atala ha rimesso al centro della scena ingredienti semplici come riso e fagioli (arroz e feijão), tapioca, manioca, pesci amazzonici come il pirarucu, il peperoncino coltivato dalla tribù indigena Baniwa e perfino le formiche giganti dell’Amazzonia che si nutrono di citronella e che in bocca esplodono in tutto il loro aroma e sapore rinfrescante (foto sopra).

Il documentario mostra molto bene anche il rapporto dello chef con la natura e con i piccoli produttori locali. Atala infatti è un cacciatore e pescatore, grande conoscitore della foresta amazzonica dove porta avanti, grazie all’istituo ATA da lui fondato, progetti per la conservazione dell’ecosistema più importante al mondo. Per lui la gastronomia ha infatti anche e soprattutto una missione sociale. E non è un caso che a marzo di quest’ anno, David Gelb, il produttore della serie, lo abbia definito in un’intervista al portale americano Eater “l’uomo più interessante al mondo”.