Nel Brasile di Dilma Rousseff dove il potere è donna

Sulle orme di Dilma Rousseff, sempre più donne si dedicano alla politica e guadagnano spazio nella società: ormai il 58,5% dei laureati totali è rosa.

dilma rousseff maria graça foster

I numeri per certi versi sono ancora piccoli, ma la situazione sta cambiando rapidamente e sempre più donne aspirano a posizioni di potere, tanto in politica quanto nel settore privato. L´elezione nel 2010 di Dilma Rousseff, la prima donna presidente del Brasile, del resto ha fatto storia e ha incoraggiato molte donne ad affacciarsi sulla scena politica. A sfidare Dilma d´altronde c´era anche Marina Silva, la candidata dei Verdi, un´altra donna coraggiosa che in quelle elezioni portò a casa uno straordinario 20% al primo turno.

Attualmente il Brasile occupa il fondo della classifica “Women in Politics: 2012”, stilata dalle Nazione Unite, per quanto riguarda la presenza di donne in parlamento (116ª posizione, con 57 donne su 594 deputati): per fare un paragone l´Italia si trova al 57º posto (196 su 952 deputati). Il Brasile però si trova ad un´invidiabile 21ª posizione per quanto riguarda la percentuale di ministri-donne, 10 poltrone su 37, mentre l´Italia con appena 3 rappresentanti femminili arranca al 51º posto.

E il trend brasiliano è positivo. Nel 2008, alle ultime elezioni comunali le donne erano il 10,3% dei candidati: alle prossime elezioni del 7 ottobre, le donne saranno invece il 12,5%. Una crescita significativa che fa immaginare una maggiore partecipazione femminile in politica nei prossimi anni. D´altronde in ben 45 città, la sfida per la poltrona di sindaco quest´anno sarà solamente “in rosa”.

Non si tratta solo di modelli da seguire come quelli di Dilma Rousseff e Marina Silva, alle spalle c´è anche una politica di quote rosa che ha obbligato per la prima volta i partiti a candidare almeno il 30% di donne.

Nel febbraio di quest´anno un´altra donna brasiliana è balzata agli onori delle cronache: Maria das Graças Foster ha infatti assunto la presidenza del colosso petrolifero Petrobrás ed è oggi considerata dalla rivista Fortune la donna d´affari più potente del mondo.

Le donne sono ormai la maggioranza tra i laureati brasiliani, con il 58,5% del totale. E si stanno facendo largo anche sul mercato del lavoro: tra il 2011 e il 2012 la mano d´opera femminile è cresciuta del 5,93% e ha ormai raggiunto il 42% dei lavoratori totali.

Come avviene in molte parti del mondo, il sesso femminile però soffre una discriminazione salariale: la busta paga “in rosa” infatti arriva a pesare anche il 40% rispetto a quella degli uomini. Secondo Rodolfo Torelli, funzionario del Ministero del Lavoro brasiliano, la differenza si spiega a causa dell´ingresso ritardato delle donne nel mercato: “Le donne ci impiegano di più per salire i gradini di un´azienda e molte volte, nonostante abbiano lo stesso livello d´istruzione, svolgono incarichi inferiori rispetto agli uomini e guadagnano meno”.